XII Congresso Nazionale AINAT
Palermo 4-6 ottobre 2018

Palermo, già capitale dell'impero e sede imperiale, crocevia fra le culture europea-africana ed asiatica, costituisce la cornice più adatta allo svolgersi di questo congresso nazionale, che oltre alle attività scientifiche, promuoverà incontri culturali specifici e di interesse generale. La crescente responsabilità della neurologia territoriale nella gestione della cronicità è emersa in tutti i suoi aspetti negli ultimi anni con il delinearsi della situazione sanitaria. L'aspetto della diagnostica ambulatoriale nel territorio delle malattie neurologiche croniche, epilessia, miopatie, malattie neurodegenerative e neuro infiammatorie. In tutte queste patologie il paziente può ottenere la risposta diagnostica in ambulatorio senza ricorrere in prima battuta al ricovero ospedaliero, evitando disagi personali e sprechi di risorse economico-sanitarie. I pazienti così diagnosticati possono essere seguiti, sino a quando la malattia non ne limita i movimenti al di fuori delle loro case, presso gli ambulatori. Quando poi non riescono più a venirci a trovare saremo noi a spostarci presso le loro case per curarli a domicilio. In fatti sempre di più i pazienti e le loro famiglie vogliono evitare il ricovero presso strutture esterne, che aumentano il disagio già grande nelle persone disabili al proprio domicilio.

Non sono pochi gli aspetti scientifici e pratici che emergono nell'osservazione clinica domiciliare: dall’organizzazione della casa, ai servizi igienici primari, dalla riabilitazione, alla fornitura degli ausili e dei presidi, dall'istruzione ai familiari, ai pazienti ed associazioni di pazienti sulla stessa malattia (empowerment).

Questo è il nuovo modello, che già vede esempi assai validi in molte regioni d’Italia. Infatti nei pdta (percorsi diagnostici terapeutici ed assistenziali) si cominciano ad inserire i ruoli degli specialisti territoriali nella formulazione della diagnosi, della terapia ed assistenza. Spesse volte il dialogo avviene fra medico di medicina generale e la struttura ospedaliera, che continua a seguire il malato nei propri ambulatori, costringendolo a spostamenti non sempre facili e soprattutto non agevoli per una persona ammalata. In questo dialogo specialista ospedaliero-medico di medicina generale, lo specialista territoriale resta ancora escluso!

Poi finalmente lo specialista è chiamato in causa, dopo anni di disagi per il paziente, per la prescrizione di ausili e presidi o peggio per una certificazione di una malattia che è stata seguita altrove ed altrove diagnosticata!
Ma questo è un modello che noi respingiamo al mittente perché, oltre ad offendere la nostra professionalità, arreca non poco danno ai pazienti! Ma allora cosa chiediamo? Incrementare l'efficienza diagnostica degli ambulatori territoriali, che non si ottiene solo frequentando ottimi corsi ecm, ma implementando la fornitura di apparecchiature elettromedicali, vedi e.e.g., e.m.g., p.e., ed un adeguato incremento orario affinché ciò avvenga non nelle ore di buona volontà del medico, ma negli orari degli ambulatori.

Inoltre sollevare lo specialista dal gravame certificativo, che pur essendo attività non coperta dai livelli essenziali di assistenza (l.e.a), viene effettuata all'interno delle ore di Servizio dedicate alla diagnostica ed alla terapia, togliendo così tempo prezioso alle attività proprie del Neurologo territoriale, che ribadiamo sono quelle della diagnosi e della terapia!

Questo congresso nazionale è una grande occasione offerta alla comunità neurologica nazionale per prendere atto dei mutati equilibri avvenuti fra territorio ed unità di alta specializzazione e precisione operanti attualmente. L'armonicità di questo rapporto forma la base per un servizio più puntuale e confortevole nei confronti dei cittadini bisognevoli di cure. Abbiamo voluto fare una sessione internazionale di specialisti operanti sul territorio. I problemi della sanità sono globali e le soluzioni debbono essere anche globali. La presentazione dei modelli già adottati in altri paesi sono importantissimi e possono aprirci nuove strade.

Salvatore Dieli